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UNA FACCIA…UNA RAZZA

Forse per qualcuno sentirsi dire che assomiglia al proprio cane potrebbe non essere un complimento azzeccato e ad essere sincero lo potrei anche capire. Ritrovarsi uguale ad un Bulldog o ad un Bassethound non è un'idea facile da accettare eppure per me non sarebbe così, anzi!
Al di là della somiglianza fisica, spesso innegabile con il proprio cane, potrebbe essercene un'altra, più difficile da scoprire, che sarei altrettanto orgoglioso di possedere…quella del cuore. Da queste osservazioni è partito il mio "viaggio" nelle somiglianze e mai avrei pensato di incontrarne così tante.
Facendo il veterinario non ho avuto neanche il bisogno di andarle a cercare in quanto mi sono arrivate direttamente in studio…comodo no?
Anche la scienza si è interessata all'argomento e moltissime sono state le ricerche effettuate, in tutto il mondo, su questo argomento.
Il "meccanismo" attraverso cui questo processo si svilupperebbe l'ha spiegato un ricercatore italiano, il prof. Raffaele Calabretta dell'Istituto di Scienze Cognitive e Tecnologie del CNR di Roma. Secondo i suoi studi la scelta di un determinato di "tipo" di cane o di razza sembra che abbia origine all'interno dell'amigdala, una microscopica struttura presente nel nostro sistema nervoso centrale.
All'interno del suo nucleo sarebbe custodita tutta la nostra memoria emozionale da quando siamo venuti al mondo. Al momento della "scelta" si metterebbe in moto facendoci scartare, inconsciamente, quelle facce, tipi o espressioni canine che potrebbero stimolare in noi sensazioni negative.
Nel caso il nostro amico a quattro zampe non ci assomigliasse ancora sufficienza saremo noi allora a creare le somiglianze più opportune per dargli, in questo modo, il nostro "marchio di fabbrica".
Il libro è una raccolta di esperienze personali, di coppie "incredibili" in cui mi sono imbattuto e di personalizzazioni uniche del proprio animale per renderlo il nostro clone.
Insieme a queste vi sono poi tutte quelle offerte dai rotocalchi, dalla televisione e dal cinema...c'è solo l'imbarazzo della scelta!
Accanto a queste "parentele", ne esistono però altre, meno facili da scoprire a prima vista ma altrettanto sorprendenti: quelle caratteriali.
In questo campo gli animali si comportano come delle "spugne" e sanno assorbire molto di noi…nel bene e nel male.
Mirtillo, per esempio è riuscito a far superare alla sua padrona il dolore immenso della perdita di una figlia oppure Orazio, che da cane di strada si è trasformato in elegantissimo accompagnatore di un amico super chic. In altre situazioni, invece, gli animali hanno sviluppato le nostre stesse nevrosi, presentando delle patologie che hanno richiesto cure mediche e terapie psicologiche.
E fra le somiglianze non poteva certamente mancare il linguaggio perché anche loro parlano, eccome, basta saperli osservare.
La comunicazione è universale, e il mondo animale è ricco di aneddoti incredibili, divertenti e tragici, dove specie "impossibili" hanno saputo capirsi.
Nel mio "piccolo", non è stato diverso: ho dovuto soltanto ascoltarli perché tutti gli animali che ho incontrato e di cui ho scritto…mi volevano parlare!
E non potevamo essere diversi nemmeno nelle questioni strettamente sentimentali .
Cosa ci può essere di più "umano" di un bacio?...anche in questo ci assomigliano, pure loro baciano magari non proprio con la stessa passione ma con un significato simile,…si!
Purtroppo anche i nostri animali si ammalano e, per non smentirsi, di patologie simili alle nostre, accompagnate dagli stessi fattori predisponenti.
Un aspetto emergente e molto importante riguarda l'obesità che, tanto per non smentirsi, corre parallela nell'uomo e negli animali. Come per noi risulta difficile combatterla, altrettanto per loro diventa impossibile far scendere l'ago della bilancia se noi non li aiutiamo. Nonostante i numerosi studi scientifici in campo umano e animale, i risultati di questa battaglia, per adesso, non sono incoraggianti. La nostra "guarigione" porta necessariamente alla loro in quanto la filosofia che la nutre è la stessa.
Le conseguenze del sovrappeso portano entrambi a malattie analoghe e il modo di evitarle è uguale… anche questo vuol dire somiglianza!
Per esagerare sono diventati perfino "medicine e dottori personali"…e con ottimi risultati.
Molti sono i vantaggi per la nostra salute generati dalla loro vicinanza : possono favorire l'abbassamento della pressione del sangue, del colesterolo fino ad arrivare a diminuire la sensazione di dolore quando si va dal dentista…roba da non credere!
Gli effetti riguardano tutte le età e agiscono nelle situazioni più disparate: funzionano nell'autismo, come supporto psicologico in malattie inguaribili fino ad aiutare i carcerati e i tossicodipendenti a recuperare un contatto con la vita.
Il vantaggio rispetto alle medicine tradizionali è che non hanno controindicazioni…niente male no?
Fedeli al principio alla somiglianza, lo siamo anche nel momento del loro "addio" e viviamo giustamente quegli istanti con la stessa emotività che avvolge la perdita di un nostro caro. Per lo stesso motivo, desideriamo vederli "riposare" in luoghi analoghi ai nostri, ma solo per loro.
La storia, dall'antichità ad oggi, è costellata di esempi famosi. In Cina, all'epoca dell'Impero Celeste, all'interno della Città Proibita, esisteva un cimitero che conteneva le spoglie di circa un migliaio di cani, compagni fedeli di secoli di dinastie reali e tutti rigorosamente di razza pechinese…ovvio! Le loro piccole bare, impreziosite di metalli preziosi, hanno suscitato, nell'ottocento, l'interesse di Inglesi e Francesi che, come bottino di guerra, decisero di impossessarsene distruggendo quella stupenda e unica struttura.
In Inghilterra, nella contea di Huntingdon, più di un secolo fa, ne fu costruito un altro dove le lapidi degli animali che vi riposano furono abbellite da statue a grandezza naturale e da cristalli e marmi provenienti dall'Italia. Da allora, in tutto il mondo, si è moltiplicata la nascita di questi luoghi. Ci sono narrazioni però meno note che mi hanno colpito il cuore, testimoniando come l'animo umano, di certi umani, sia rimasto lo stesso da millenni.
A Veglie, in Puglia non esiste un cimitero per animali ma solo una piccola tomba che ricorda una cagnolina che per molti anni ha vissuto libera in paese. Non era di nessuno ma in realtà era di tutti. Si chiamava Maria, accompagnava ogni persona che incontrava per strada, giocava con i bambini, partecipava alle feste di quella piccola comunità e alla domenica aspettava la fine della messa seduta sui gradini della chiesa. Ora non c'è più ma vivrà per sempre nel cuore di chi l'ha conosciuta. E se qualcuno volesse sapere chi era, è sufficiente leggere le parole che sono impresse sulla sua lapide : " Abbracciami anche tu in quest'attimo perché anch'io ti appartengo".
Buona lettura a tutti


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"Dovremmo essere saggi la meta' di quanto e' saggio il gatto. E anche belli la meta'." - Frank Snepp -
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